Con Orbit Orbit Caparezza chiude un cerchio enorme, e lo fa nel modo più “suo” possibile: mescolando musica, immaginazione e fumetti fino a farli diventare una cosa sola. Pubblicato nel 2025, è il suo nono album in studio e anche la prima uscita discografica con BMG. Già questo numero, il nove, non è affatto casuale: torna ovunque nel progetto ed è una delle curiosità più divertenti dell’intero disco.

ORBIT ORBIT CAPAREZZA

by BOTTA

Con Orbit Orbit Caparezza chiude un cerchio enorme, e lo fa nel modo più “suo” possibile: mescolando musica, immaginazione e fumetti fino a farli diventare una cosa sola. Pubblicato nel 2025, è il suo nono album in studio e anche la prima uscita discografica con BMG. Già questo numero, il nove, non è affatto casuale: torna ovunque nel progetto ed è una delle curiosità più divertenti dell’intero disco.

L’album viene annunciato il 14 luglio 2025 ed è anticipato dal singolo “Io sono il viaggio”, ma la vera particolarità è che Orbit Orbit non nasce solo come disco. Insieme all’album esce anche un fumetto omonimo, scritto dallo stesso Caparezza e disegnato da diversi fumettisti italiani. Una specie di sogno d’infanzia che prende forma: Caparezza ha raccontato più volte di essere un appassionato di fumetti da sempre e, questa volta, ha deciso di portarli dentro la sua musica in modo totale. Ogni capitolo del fumetto corrisponde a una canzone dell’album: 14 capitoli, 14 tracce. Non un semplice accompagnamento visivo, ma due opere che orbitano l’una intorno all’altra.

Ed è proprio qui che entra in gioco il titolo. “Orbit Orbit” nel fumetto è l’onomatopea dell’immaginazione, un po’ come il classico “mumble mumble” che nei balloon rappresenta il pensiero. Per Caparezza immaginare significa fluttuare, orbitare, e quindi questa doppia parola diventa il suono della libertà mentale. Allo stesso tempo, il titolo rappresenta anche le due grandi orbite della sua vita artistica: la musica e il fumetto. Due mondi diversi, ma legati da sempre.

Dal punto di vista narrativo, Orbit Orbit è il capitolo finale di una vera e propria trilogia iniziata con Prisoner 709 e proseguita con Exuvia. Se il primo parlava di prigionia e il secondo di fuga e trasformazione, qui il tema centrale è la libertà. Una libertà che non è fisica, ma creativa: l’immaginazione come spazio in cui nessuno può entrare, neanche quando ti senti chiuso in una cella. Non a caso, l’intero album è ambientato nello spazio, con Caparezza nei panni di un cosmonauta. I riferimenti all’astronomia sono continui, già evidenti nei titoli dei brani e nell’immaginario che attraversa tutto il disco.

Un’altra curiosità forte è che Orbit Orbit racconta anche il processo creativo stesso. Le canzoni rappresentano diverse fasi della nascita di un’opera d’arte: dall’idea iniziale che fluttua senza forma, ai ripensamenti, ai momenti di insicurezza e sindrome dell’impostore, fino alla risoluzione finale. È come se Caparezza avesse messo in musica il dietro le quinte della sua testa, mostrando dubbi, slanci e blocchi creativi senza filtri.

Il numero nove, come detto, è ovunque. Orbit Orbit è il nono album di Caparezza, il fumetto è la nona arte, lui è nato il 9 ottobre, nove sono i fumettisti coinvolti nel progetto. Persino il titolo in copertina ha nove lettere, se si ignora la prima “O” coperta da una stella. Caparezza ha citato anche Galaxy Express 999 come una sorta di “padre putativo” del progetto, un anime che ama profondamente e che ha influenzato l’immaginario spaziale del disco. E, non a caso, questo album chiude anche la trilogia iniziata con Prisoner 709.

Anche musicalmente Orbit Orbit è un viaggio molto preciso. Le sonorità pescano dall’immaginario space ed elettronico della fine anni ’70 e inizio ’80, quello dei gruppi che salivano sul palco vestiti da alieni, robot e astronauti. Caparezza ha citato come influenze principali Kraftwerk, Rockets, Space, Ganymed e Dee D. Jackson. C’è persino un campione concesso da Fabrice Quagliotti, storico tastierista dei Rockets, inserito in un brano che parla del rapporto salvifico tra Caparezza e il fumetto. Un dettaglio che rende il tributo ancora più autentico.

Il disco ha una struttura sonora molto particolare: parte in modo minimale ed elettronico e, traccia dopo traccia, aggiunge strati, strumenti e umanità, fino ad arrivare all’ultimo brano, “Perlificat”, registrato con un’orchestra di 74 elementi. Una scelta simbolica fortissima: Caparezza ha voluto chiudere il disco dando peso all’umanità, mostrando cosa possono creare le persone quando lavorano insieme, non solo distruzione ma anche bellezza.

Anche lo stile di scrittura segna un’evoluzione. Caparezza ha spiegato di essersi allontanato, almeno in parte, dal puro gioco di parole e dagli incastri “da Settimana Enigmistica” per cercare una scrittura più diretta, poetica, capace di arrivare di petto. Non meno intelligente, ma più emotiva e trasparente. Una scelta che rende Orbit Orbit uno dei suoi lavori più personali.

Per chi vuole entrare ancora di più nel progetto, sul canale YouTube ufficiale di Caparezza è disponibile anche un video “Dietro le quinte”, che mostra la nascita dell’album, il lavoro sul fumetto e l’universo creativo che ruota attorno a Orbit Orbit. Un contenuto perfetto per capire quanto questo disco non sia solo un album, ma un mondo intero che continua a orbitare.

Tracklist
  1. Fluttuo, Orbito

  2. Il pianeta delle idee

  3. Io sono il viaggio

  4. Darktar

  5. A Comic Book Saved My Life

  6. Il banditore

  7. Autovorbit

  8. Curiosity (Oltre il bagliore)

  9. Gli occhi della mente

  10. Come la musica elettronica

  11. The NDE

  12. Pathosfera

  13. Cosmonaufrago

  14. Perlificat

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ORBIT ORBIT CAPAREZZA

Con Orbit Orbit Caparezza chiude un cerchio enorme, e lo fa nel modo più “suo” possibile: mescolando musica, immaginazione e fumetti fino a farli diventare una cosa sola. Pubblicato nel 2025, è il suo nono album in studio e anche la prima uscita discografica con BMG. Già questo numero, il nove, non è affatto casuale: torna ovunque nel progetto ed è una delle curiosità più divertenti dell’intero disco.

L’album viene annunciato il 14 luglio 2025 ed è anticipato dal singolo “Io sono il viaggio”, ma la vera particolarità è che Orbit Orbit non nasce solo come disco. Insieme all’album esce anche un fumetto omonimo, scritto dallo stesso Caparezza e disegnato da diversi fumettisti italiani. Una specie di sogno d’infanzia che prende forma: Caparezza ha raccontato più volte di essere un appassionato di fumetti da sempre e, questa volta, ha deciso di portarli dentro la sua musica in modo totale. Ogni capitolo del fumetto corrisponde a una canzone dell’album: 14 capitoli, 14 tracce. Non un semplice accompagnamento visivo, ma due opere che orbitano l’una intorno all’altra.

Ed è proprio qui che entra in gioco il titolo. “Orbit Orbit” nel fumetto è l’onomatopea dell’immaginazione, un po’ come il classico “mumble mumble” che nei balloon rappresenta il pensiero. Per Caparezza immaginare significa fluttuare, orbitare, e quindi questa doppia parola diventa il suono della libertà mentale. Allo stesso tempo, il titolo rappresenta anche le due grandi orbite della sua vita artistica: la musica e il fumetto. Due mondi diversi, ma legati da sempre.

Dal punto di vista narrativo, Orbit Orbit è il capitolo finale di una vera e propria trilogia iniziata con Prisoner 709 e proseguita con Exuvia. Se il primo parlava di prigionia e il secondo di fuga e trasformazione, qui il tema centrale è la libertà. Una libertà che non è fisica, ma creativa: l’immaginazione come spazio in cui nessuno può entrare, neanche quando ti senti chiuso in una cella. Non a caso, l’intero album è ambientato nello spazio, con Caparezza nei panni di un cosmonauta. I riferimenti all’astronomia sono continui, già evidenti nei titoli dei brani e nell’immaginario che attraversa tutto il disco.

Un’altra curiosità forte è che Orbit Orbit racconta anche il processo creativo stesso. Le canzoni rappresentano diverse fasi della nascita di un’opera d’arte: dall’idea iniziale che fluttua senza forma, ai ripensamenti, ai momenti di insicurezza e sindrome dell’impostore, fino alla risoluzione finale. È come se Caparezza avesse messo in musica il dietro le quinte della sua testa, mostrando dubbi, slanci e blocchi creativi senza filtri.

Il numero nove, come detto, è ovunque. Orbit Orbit è il nono album di Caparezza, il fumetto è la nona arte, lui è nato il 9 ottobre, nove sono i fumettisti coinvolti nel progetto. Persino il titolo in copertina ha nove lettere, se si ignora la prima “O” coperta da una stella. Caparezza ha citato anche Galaxy Express 999 come una sorta di “padre putativo” del progetto, un anime che ama profondamente e che ha influenzato l’immaginario spaziale del disco. E, non a caso, questo album chiude anche la trilogia iniziata con Prisoner 709.

Anche musicalmente Orbit Orbit è un viaggio molto preciso. Le sonorità pescano dall’immaginario space ed elettronico della fine anni ’70 e inizio ’80, quello dei gruppi che salivano sul palco vestiti da alieni, robot e astronauti. Caparezza ha citato come influenze principali Kraftwerk, Rockets, Space, Ganymed e Dee D. Jackson. C’è persino un campione concesso da Fabrice Quagliotti, storico tastierista dei Rockets, inserito in un brano che parla del rapporto salvifico tra Caparezza e il fumetto. Un dettaglio che rende il tributo ancora più autentico.

Il disco ha una struttura sonora molto particolare: parte in modo minimale ed elettronico e, traccia dopo traccia, aggiunge strati, strumenti e umanità, fino ad arrivare all’ultimo brano, “Perlificat”, registrato con un’orchestra di 74 elementi. Una scelta simbolica fortissima: Caparezza ha voluto chiudere il disco dando peso all’umanità, mostrando cosa possono creare le persone quando lavorano insieme, non solo distruzione ma anche bellezza.

Anche lo stile di scrittura segna un’evoluzione. Caparezza ha spiegato di essersi allontanato, almeno in parte, dal puro gioco di parole e dagli incastri “da Settimana Enigmistica” per cercare una scrittura più diretta, poetica, capace di arrivare di petto. Non meno intelligente, ma più emotiva e trasparente. Una scelta che rende Orbit Orbit uno dei suoi lavori più personali.

Per chi vuole entrare ancora di più nel progetto, sul canale YouTube ufficiale di Caparezza è disponibile anche un video “Dietro le quinte”, che mostra la nascita dell’album, il lavoro sul fumetto e l’universo creativo che ruota attorno a Orbit Orbit. Un contenuto perfetto per capire quanto questo disco non sia solo un album, ma un mondo intero che continua a orbitare.

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