Cos’è l’amore
“Cos’è l’amore” è un singolo di Don Joe, Ketama126 e Franco126, pubblicato il 20 settembre...
“Minuscola” di Murubutu è un brano potente e commovente basato su un fatto di cronaca reale: la tragica storia di Yaguine Koita e Fodé Tounkara, due adolescenti guineani che il 29 luglio 1999 si nascosero nella stiva di un aereo da Conakry a Bruxelles per cercare una vita migliore in Europa.
by BOTTA
“Minuscola” di Murubutu è un brano potente e commovente basato su un fatto di cronaca reale: la tragica storia di Yaguine Koita e Fodé Tounkara, due adolescenti guineani che il 29 luglio 1999 si nascosero nella stiva di un aereo da Conakry a Bruxelles per cercare una vita migliore in Europa. Purtroppo, il viaggio fu fatale: i due ragazzi morirono di assideramento a causa delle temperature estreme in alta quota.
Il pezzo si concentra sui pensieri e i sogni dei due ragazzi, rendendo tangibile la loro innocenza e la speranza ingenua. Murubutu ricostruisce il viaggio dal punto di vista dei ragazzi: l’aria che li avvolge, l’emozione di osservare le città europee dall’alto e il desiderio di consegnare la lettera che portavano con loro, un appello alle istituzioni europee scritto in un francese incerto ma pieno di dignità, in cui chiedevano aiuto per migliorare la vita dei bambini africani.
Il brano evidenzia il contrasto tra la grandezza del sogno e la crudezza della realtà. I due ragazzi, studenti brillanti ma privi di risorse, vedevano l’Europa come un luogo in cui lo studio e le opportunità erano possibili, e la loro lettera è un grido di speranza che tocca il cuore: chiedono istruzione, diritti e solidarietà, consapevoli di rischiare la vita pur di farsi ascoltare.
Murubutu descrive anche i dettagli del viaggio: la sensazione di volare sopra la Terra, le città che si allontanano fino a diventare minuscole, e il silenzio dei ragazzi nascosti nel carrello dell’aereo. Il ritornello ripete l’idea di un sogno collettivo che li trascina verso un’utopia, mentre l’outro ricorda la crudele conclusione: i corpi di Yaguine e Fodé trovati all’alba, abbracciati, con i loro sogni ancora vivi nella memoria di chi ascolta.
“Minuscola” è quindi un brano che unisce cronaca, poesia e memoria storica, trasformando una tragedia in una narrazione empatica e educativa. Murubutu rende tangibile la voce dei due ragazzi, facendo sentire l’urgenza del loro messaggio e l’immensità della loro speranza, nonostante la realtà li abbia strappati troppo presto al mondo.
Loro eccellenze i signori membri e responsabili dell’Europa,
Abbiamo l’onorevole piacere e la grande fiducia di scrivervi questa lettera per parlarvi dello scopo del nostro viaggio e della sofferenza di noi bambini e giovani dell’Africa.
Ma prima di tutto, vi presentiamo i nostri saluti più squisiti, adorabili e rispettosi, a tale fine, siate il nostro sostegno e il nostro aiuto, siatelo per noi in Africa, voi ai quali bisogna chiedere soccorso: ve ne supplichiamo per l’amore del vostro bel continente, per il vostro sentimento verso i vostri popoli, le vostre famiglie e soprattutto per l’amore per i vostri figli, che voi amate come la vita.
Inoltre per l’amore e la timidezza del nostro creatore Dio onnipotente che vi ha dato tutte le buone esperienze, la ricchezza e il potere per costruire e organizzare bene il vostro continente e farlo diventare il più bello e ammirevole tra gli altri. Signori, membri e responsabili dell’Europa, è alla vostra solidarietà e gentilezza che noi gridiamo aiuto in Africa. Aiutateci, soffriamo enormemente in Africa, aiutateci, abbiamo dei problemi e i bambini non hanno diritti. A livello dei problemi abbiamo: la guerra, la malattia, il cibo etc.; quanto ai diritti dei bambini in Africa, e soprattutto in Guinea, abbiamo molte scuole con una grande mancanza di istruzione e di insegnamento, salvo nelle scuole private dove si può avere una buona istruzione e un buon insegnamento, ma ci vogliono molti soldi, e i nostri genitori sono poveri, in media ci danno da mangiare. E poi non abbiamo scuole di sport come il calcio, il basket, il tennis etc. Dunque in questo caso noi africani, e soprattutto noi bambini e giovani africani, vi chiediamo di fare una grande organizzazione utile per l’Africa perché progredisca. Dunque se vedete che ci sacrifichiamo e rischiamo la vita è perché soffriamo troppo in Africa e abbiamo bisogno di voi per lottare contro la povertà e mettere fine alla guerra in Africa. Ciononostante noi vogliamo studiare e noi vi chiediamo di aiutarci a studiare per essere come voi in Africa infine: vi supplichiamo di scusarci moltissimo di avere osato scrivervi questa lettera in quanto voi siete degli adulti a cui noi dobbiamo molto rispetto. E non dimenticate che è con voi che noi dobbiamo lamentare la debolezza della nostra forza in Africa.
[Intro]
Seh, ehi ehi, ehi ehi
[Strofa 1]
Tu guarda come si alza fra le luci nell’alba
Sembra divori l’aria, ahi (Divori l’aria, ahi)
Io l’ho sognato già tanto, l’ho guardato dal basso
Ed ho imbarcato le idee (Ehi, ehi)
E passa sopra la sabbia, poi si specchia nell’acqua
Lascia i colori d’Africa (Colori d’Africa) (Eh)
Illuminata da un lampo, tutta in acciaio bianco
Sembra che chiami me (Ehi, seh)
E non bastava la gioia per studiare ogni giorno
Sotto gli occhi nel buio: luci dell’aeroporto
Ci mancava un po’ tutto, tranne che un desiderio
Che sembrava impossibile (Sembrava impossibile)
Ed aumentava l’idea che viveva in un volo
In viaggio da una Guinea verso il centro del mondo
La nostra terra fra i regni, nonostante gli stenti
Ci sembrava bellissima (Ci sembrava bellissima)
Così Yaguine e Fodé, che erano cuore più mente
Nascosti in fondo ad un jet, in viaggio dentro al suo ventre
Ultimo bacio à la mère, cui non dissero niente
L’ultimo abbraccio fra frères e si dicevano che
[Ritornello]
Domani pensaci bene, noi saremo là insieme mentre voliamo via (Eh)
E arriveremo davvero in quella parte di cielo che sembrava utopia
E noi vedremo la Terra allontanarsi in un lampo e diventare minuscola
In volo sopra un pensiero che non ha un suo emisfero né colore né etnia (Ah)
[Strofa 2]
Tu senti l’aria che canta, danza sopra ogni ala
Mentre sale su rapida (Sale su rapida)
Non vedo l’ora che arrivi, plani sulle colline
Per scoprire Bruxelles (Ehi, ehi)
Più si allontana da casa, corre sui paralleli
E fuori il mondo che cambia (Il mondo che cambia)
Se-se va bene vedremo cento e più biblioteche, mille città europee (Ehi, ehi)
E finalmente vedremo Praga, Londra e Parigi
A scuola piccole foto fra le righe dei libri
Stare qua in alta quota per volare in Europa
Ci sembrava incredibile (Sembrava incredibile)
E finalmente vedremo Vienna, Roma e Berlino
Impareremo la storia, l’arte e tutto il diritto
Abbiamo scritto una lettera che più che una supplica
Era un grido fortissimo (Un grido fortissimo, uh)
Così Yaguine e Fodé, che erano bravi studenti
Ma in scuole senza la luce, in classi da centoventi
E adesso al freddo e nel buio, su a diecimila metri
Hanno una lettera chiusa da portare all’UE (Eh)
[Ritornello]
Domani pensaci bene, noi saremo là insieme mentre voliamo via (Eh)
E arriveremo davvero in quella parte di cielo che sembrava utopia
E noi vedremo la Terra allontanarsi in un lampo e diventare minuscola
In volo sopra un pensiero che non ha un suo emisfero né colore né etnia (Ah)
[Outro]
E li trovarono all’alba, erano appena atterrati
In fondo, dentro l’aereo, i loro corpi ghiacciati
Loro due clandestini, con i sogni di tanti
Poco più che bambini con i sogni giganti
E li trovarono all’alba, erano appena arrivati
Appena sopra al carrello, i loro corpi abbracciati
Per cercare in Europa un sogno e una vita nuova
Di Yaguine e Fodé, da allora muoiono ancora (E ancora, e ancora)
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“Minuscola” di Murubutu è un brano potente e commovente basato su un fatto di cronaca reale: la tragica storia di Yaguine Koita e Fodé Tounkara, due adolescenti guineani che il 29 luglio 1999 si nascosero nella stiva di un aereo da Conakry a Bruxelles per cercare una vita migliore in Europa. Purtroppo, il viaggio fu fatale: i due ragazzi morirono di assideramento a causa delle temperature estreme in alta quota.
Il pezzo si concentra sui pensieri e i sogni dei due ragazzi, rendendo tangibile la loro innocenza e la speranza ingenua. Murubutu ricostruisce il viaggio dal punto di vista dei ragazzi: l’aria che li avvolge, l’emozione di osservare le città europee dall’alto e il desiderio di consegnare la lettera che portavano con loro, un appello alle istituzioni europee scritto in un francese incerto ma pieno di dignità, in cui chiedevano aiuto per migliorare la vita dei bambini africani.
Il brano evidenzia il contrasto tra la grandezza del sogno e la crudezza della realtà. I due ragazzi, studenti brillanti ma privi di risorse, vedevano l’Europa come un luogo in cui lo studio e le opportunità erano possibili, e la loro lettera è un grido di speranza che tocca il cuore: chiedono istruzione, diritti e solidarietà, consapevoli di rischiare la vita pur di farsi ascoltare.
Murubutu descrive anche i dettagli del viaggio: la sensazione di volare sopra la Terra, le città che si allontanano fino a diventare minuscole, e il silenzio dei ragazzi nascosti nel carrello dell’aereo. Il ritornello ripete l’idea di un sogno collettivo che li trascina verso un’utopia, mentre l’outro ricorda la crudele conclusione: i corpi di Yaguine e Fodé trovati all’alba, abbracciati, con i loro sogni ancora vivi nella memoria di chi ascolta.
“Minuscola” è quindi un brano che unisce cronaca, poesia e memoria storica, trasformando una tragedia in una narrazione empatica e educativa. Murubutu rende tangibile la voce dei due ragazzi, facendo sentire l’urgenza del loro messaggio e l’immensità della loro speranza, nonostante la realtà li abbia strappati troppo presto al mondo.
[Intro]
Seh, ehi ehi, ehi ehi
[Strofa 1]
Tu guarda come si alza fra le luci nell’alba
Sembra divori l’aria, ahi (Divori l’aria, ahi)
Io l’ho sognato già tanto, l’ho guardato dal basso
Ed ho imbarcato le idee (Ehi, ehi)
E passa sopra la sabbia, poi si specchia nell’acqua
Lascia i colori d’Africa (Colori d’Africa) (Eh)
Illuminata da un lampo, tutta in acciaio bianco
Sembra che chiami me (Ehi, seh)
E non bastava la gioia per studiare ogni giorno
Sotto gli occhi nel buio: luci dell’aeroporto
Ci mancava un po’ tutto, tranne che un desiderio
Che sembrava impossibile (Sembrava impossibile)
Ed aumentava l’idea che viveva in un volo
In viaggio da una Guinea verso il centro del mondo
La nostra terra fra i regni, nonostante gli stenti
Ci sembrava bellissima (Ci sembrava bellissima)
Così Yaguine e Fodé, che erano cuore più mente
Nascosti in fondo ad un jet, in viaggio dentro al suo ventre
Ultimo bacio à la mère, cui non dissero niente
L’ultimo abbraccio fra frères e si dicevano che
[Ritornello]
Domani pensaci bene, noi saremo là insieme mentre voliamo via (Eh)
E arriveremo davvero in quella parte di cielo che sembrava utopia
E noi vedremo la Terra allontanarsi in un lampo e diventare minuscola
In volo sopra un pensiero che non ha un suo emisfero né colore né etnia (Ah)
[Strofa 2]
Tu senti l’aria che canta, danza sopra ogni ala
Mentre sale su rapida (Sale su rapida)
Non vedo l’ora che arrivi, plani sulle colline
Per scoprire Bruxelles (Ehi, ehi)
Più si allontana da casa, corre sui paralleli
E fuori il mondo che cambia (Il mondo che cambia)
Se-se va bene vedremo cento e più biblioteche, mille città europee (Ehi, ehi)
E finalmente vedremo Praga, Londra e Parigi
A scuola piccole foto fra le righe dei libri
Stare qua in alta quota per volare in Europa
Ci sembrava incredibile (Sembrava incredibile)
E finalmente vedremo Vienna, Roma e Berlino
Impareremo la storia, l’arte e tutto il diritto
Abbiamo scritto una lettera che più che una supplica
Era un grido fortissimo (Un grido fortissimo, uh)
Così Yaguine e Fodé, che erano bravi studenti
Ma in scuole senza la luce, in classi da centoventi
E adesso al freddo e nel buio, su a diecimila metri
Hanno una lettera chiusa da portare all’UE (Eh)
[Ritornello]
Domani pensaci bene, noi saremo là insieme mentre voliamo via (Eh)
E arriveremo davvero in quella parte di cielo che sembrava utopia
E noi vedremo la Terra allontanarsi in un lampo e diventare minuscola
In volo sopra un pensiero che non ha un suo emisfero né colore né etnia (Ah)
[Outro]
E li trovarono all’alba, erano appena atterrati
In fondo, dentro l’aereo, i loro corpi ghiacciati
Loro due clandestini, con i sogni di tanti
Poco più che bambini con i sogni giganti
E li trovarono all’alba, erano appena arrivati
Appena sopra al carrello, i loro corpi abbracciati
Per cercare in Europa un sogno e una vita nuova
Di Yaguine e Fodé, da allora muoiono ancora (E ancora, e ancora)
“Cos’è l’amore” è un singolo di Don Joe, Ketama126 e Franco126, pubblicato il 20 settembre...
Cabriolet è uno dei brani più sorprendenti della discografia di Salmo, soprattutto per la presenza...
Gli articoli pubblicati su questo sito hanno finalità informative, culturali e di approfondimento legate alla scena musicale rap e hip hop. I contenuti possono includere citazioni, riferimenti, immagini promozionali, copertine di album o singoli e altri materiali collegati agli artisti o alle opere menzionate.
Tali materiali vengono utilizzati esclusivamente a scopo di informazione, commento, critica o diritto di cronaca, nel rispetto dei principi previsti dalla normativa sul diritto d’autore. Tutti i diritti relativi a immagini, loghi, copertine e opere musicali appartengono ai rispettivi proprietari.
Qualora un titolare dei diritti ritenga che un contenuto presente in questa pagina violi i propri diritti, può contattarci per richiederne la verifica, la modifica o l’eventuale rimozione. Il team provvederà a valutare la richiesta nel più breve tempo possibile.
